| Biografia |
Nasce a Colle Val d'Elsa il 9 dicembre 1859 da Francesco e Beatrice Rolandi. Frequenta la locale Scuola Professionale, che però interrompe per occuparsi dell'azienda di famiglia. Si appassiona alla politica ed entra in contatto con Arbace Giunti ed Ettore Capresi, personaggi che avranno un ruolo fondamentale per la divulgazione del socialismo in Val d'Elsa. Nel 1879 sposa Adele Poggetti, da cui avrà sei figli. Inizia a praticare la pittura da autodidatta; la prima esposizione pubblica risale verosimilmente al 1891, presso l'Accademia di Belle Arti di Siena. A tutto ciò si affianca un crescente impegno politico: nel 1889 diviene direttore del settimanale "La Martinella", organo di riferimento del movimento democratico, entra a far parte del consiglio comunale e assume diversi incarichi di dirigente di importanti associazioni operaie. Nel 1898 è costretto a trasferirsi per alcuni mesi a Marsiglia, a seguito della crisi politica che porta allo scioglimento del Consiglio Comunale. Nel 1912 espone alla X Biennale di Venezia (rassegna a cui interverrà anche nel 1922 e nel 1924) con il dipinto "Oasi nelle crete senesi", che viene acquistato dallo Stato l'anno successivo, in occasione dell'Esposizione Internazionale della Società di Belle Arti di Firenze. Nello stesso periodo aderisce al PSRI di Bissolati e Bonomi. Nel 1916 partecipa nuovamente all'Esposizione di Belle Arti di Firenze, città in cui si stabilisce dal 1918 al 1919. Qui entra in contatto con lo scultore e collezionista d'arte Mario Galli, che gli organizza due esposizioni personali. La sua pittura si avvicina progressivamente al divisionismo, anche grazie all'influenza di Plinio Nomellini, che Meoni ha modo di conoscere in occasione di un soggiorno a Torre del Lago, nel 1903. Nel 1920 si trasferisce a Lucca, a seguito della nomina a direttore dell'Unione Cartiere Toscane. Qui abbandona l'impegno politico per dedicarsi all'arte, eseguendo numerose opere ispirate al paesaggio lucchese ed apuano. Nel 1924 espone a Firenze presso la Galleria Merlini e Gazzini, insieme a Llewelyn Loyd, e presso la Bottega d'Arte di Livorno; nel 1930 è a Varese presso la Galleria Majerna, nel 1931 presso l'Associazione Nazionale Combattenti di Lucca e a Firenze, alla Galleria d'Arte Moderna. Nel 1931, in conseguenza del tracollo dell'industria cartaria di sua proprietà, lascia Lucca e si stabilisce ad Appiano Gentile, in provincia di Como. Negli anni successivi prosegue l'attività espositiva (Siena, Poggibonsi, Massa Marittima, Grosseto, Livorno) e fa spesso ritorno in Toscana e a Colle Val d'Elsa, dove muore il 25 luglio 1937. L'anno successivo gli viene dedicata una sala personale nell'ambito della V Mostra Sindacale d'Arte, con un discorso commemorativo del collega Mario Nardi.
Il fondo Vittorio Meoni è conservato presso la Biblioteca Comunale di Colle Val d'Elsa. Al momento il contributo monografico di maggiore rilevanza sull'artista è il catalogo della mostra a cura di Stefano Fracolini, Vittorio Meoni: pittore da Colle di Val d'Elsa 1859-1937, Firenze, Centro Di, 1993.
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