| Biografia |
Nato a Porcari nel 1892, all'età di dieci anni si trasferisce a Firenze per apprendere il mestiere di calzolaio, che svolgerà per gran parte della sua vita. Tornato a Porcari nel 1911, sposa Nada Mugnai, da cui ha due figli gemelli, Sauro e Lea. Nel tempo libero coltiva la passione per la recitazione. La sua attività gli consente di ottenere una certa agiatezza, per questo decide di trasferirsi a Lucca, portando con sé la famiglia. A partire dal 1938, si dedica con sincera passione alla scultura, praticandola da autodidatta ed esponendo i suoi lavori nella vetrine della bottega di Piazza S. Michele. Nel 1939 esordisce con due opere alla Mostra Interprovinciale d'Arte a Firenze; in seguito partecipa, insieme al figlio, a varie rassegne a Lucca, Firenze, Viareggio, Lido di Camaiore. Nel febbraio 1942 espone con il figlio e Bartolomeo Butori a Milano, presso la Galleria Grande. In questa occasione riceve le lodi della critica (la mostra è recensita da Radius, Bonardi, Costantini, Mussio, Gobbi) e riesce persino a vendere alcune opere. In un articolo pubblicato nel 1943 sulla stampa locale, Mauro Seghieri ne descrive l'opera in questi termini: «Armando Pasquini oltre al fatto di maneggiare la stecca in un modo spesso assai simile al modo in cui il pittore maneggia il pennello, disegnando infatti sulla creta con sicurezza e facilità ammirevoli, osserva le ombre, le luci e i piani stessi in un modo che è spesso vicinissimo a quello con cui li osserva il pittore: per questo si ricava dal fatto che le sue sculture hanno spessissimo e in varissimi punti dei risalti e degli effetti suggestivi inaspettatamente “pittorici”» (cfr. ASL, Carte Barsotti, busta 23, p. 77). Nel 1951-52 espone alla Quadriennale di Roma un busto in bronzo della madre. Nel 1953 apre una galleria d'arte dedicata al figlio Sauro, morto suicida nel 1949, che ospiterà nel secondo Dopoguerra una nutrita serie di mostre, sia personali che collettive, tra cui una retrospettiva dedicata a Lorenzo Viani nel 1954. Nel 1961 realizza in meno di dodici ore l'immagine in pietra del primo uomo a volare nello spazio, il russo Jurij Alekseevič Gagarin. Muore a Lucca il 12 febbraio 1986.
Informazioni utili per ricostruire la biografia dello scultore sono contenute nel volume di Silvio Bertocci, dedicato all'opera grafica del figlio, dal titolo: Sauro Pasquini: arte e vita, Firenze, Ed. Fiorentine di Cultura, 1953. Riproduzioni delle sue opere sono conservate presso l'Archivio Fotografico Lucchese.
|
|---|