| Biografia |
Nasce il 26 novembre 1886 a Smiltene, nelle province russe del Baltico, da una nobile famiglia, il padre Walter era un proprietario terriero discendente dai Cavalieri dell'Ordine Teutonico, la madre Banchine Sivers apparteneva ad una famiglia di commercianti francesi insediatasi a Riga. Compie la propria formazione artistica prima all'Accademia di Könisberg (1908), poi a Parigi, dove si trasferisce nel 1910. Al 1911 risale il primo viaggio in Italia, durante il quale visita Firenze e Roma. Nel 1912 si stabilisce definitivamente nella capitale e lì conosce Mario Broglio (che sposerà nel 1927). Con lui partecipa al clima di ricerche e di rinnovamento creatosi intorno alla rivista "Valori Plastici" ed insieme ai maggiori rappresentanti di questa corrente espone alla Primaverile fiorentina del 1922. In questo periodo la sua pittura è ricca di suggestioni internazionali: dalla cultura dell’avanguardia russa, al Blaue Reiter, al primitivismo. Più tardi compie una decisa svolta aderendo alla corrente del "Realismo magico". Negli anni Trenta la sua attività espositiva non è molto intensa; dopo il 1935 apre un atelier insieme al marito e partecipa alla III Quadriennale romana (1939) con lo pseudonimo di "Rocco Canea". Durante la guerra si stabilisce nella villa di S. Michele di Moriano, nei dintorni di Lucca, dove rimarrà fino al 1965, anche dopo la morte di Mario (avvenuta nel 1948). Durante il periodo trascorso in Lucchesia, pochissimi, per non dire nulli, sono i contatti con l'ambiente artistico locale, salvo una parziale inversione di tendenza nel corso degli anni Sessanta (documentato da uno scambio epistolare con il pittore e scultore Niccolò Codino, di cui scrive l'introduzione al catalogo della personale alla Galleria Macchi di Pisa, nel 1964). Le sue opere sono comunque esposte nella mostra del 1976 a Palazzo Mansi, dal titolo "Arte a Lucca 1940-1945", e il suo nome incluso nella pubblicazione "Pittori, Scultori, Incisori, Ceramisti della Provincia di Lucca", edito nel 1964. Nel 1971 viene ordinata una mostra antologica della sua opera a "La Strozzina" di Firenze, con presentazione di C.L. Ragghianti. Si è dedicata, nella sua ampia produzione, a varie tecniche, ma la sua pittura appare sempre segnata da un senso rigoroso, tra purista e metafisico, del disegno e della composizione. Muore a Roma il 19 gennaio 1976; in seguito la sua opera è andata in gran parte dispersa.
Il principale contributo a lei dedicato è il catalogo della mostra tenutasi a Macerata, nel 1991, a cura di Appella, Quesada, Boetti. L'Archivio personale dell'artista è parte del Fondo Valori Plastici, conservato presso la GNAM di Roma e la Fondazione Primo Conti.
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