Ridolfi Michele Archivio Storico degli Artisti Lucchesi | Fondazione Ragghianti

Profilo sintetico

Cognome e Nome
Ridolfi Michele
Nato a
Gragnano (Lucca) — il 29/09/1793
Morto a
Lucca — il 01/11/1854
Pittore
Scultore
No
Incisore
No
Decoratore
No
Biografia
Pittore, restauratore, trattatista e teorico d’arte, nasce a Gragnano, in provincia di Lucca, il 29 settembre 1793, da una famiglia di umili origini (nella fede di nascita, redatta dal Rettore della Chiesa di Santa Maria Assunta di Gragnano, viene riportato il nome Michelangiolo, anche se spesso il pittore chiama se stesso Michele). All’età di nove anni entra apprendista nella bottega del lucchese Stefano Tofanelli, dove riceve i primi rudimenti dell’arte e rimane fino alla morte del maestro, avvenuta nel 1812. L’anno successivo ottiene, tramite una sottoscrizione della nobiltà lucchese, una borsa di studio per perfezionarsi a Roma, presso l’Accademia di San Luca, insieme al collega Raffaello Giovannetti. Qui ha modo di seguire i corsi di Gaspare Landi e Vincenzo Camuccini e di stringere amicizia con lo scultore Antonio Canova, che nell’ambito del progetto di decorazione del corridoio del Museo Chiaramonti, gli affidò la 14° lunetta (avete per soggetto “Giovani che disegnano gli arazzi di Raffaello”, 1818). Durante la permanenza romana conosce inoltre i pittori Cornelius e Overback, che esercitano una grande influenza sulla sua arte. Dal rapporto con Tommaso Minardi deriva lo stile purista del quale si fa portatore dopo il ritorno nel 1818 a Lucca, dove insegna disegno presso l’Accademia ed è attivo come ritrattista, sia per la Casa regnante (segnaliamo in particolare i ritratti di Carlo Ludovico di Borbone e di Maria Teresa di Savoia, Lucca, Archivio di Stato) sia per famiglie aristocratiche e personaggi in vista del periodo. Nel Ducato realizza inoltre numerose opere di soggetto religioso (I Sette santi Fondatori e la Vergine, 1852, per la Chiesa di Sant'Andrea a Viareggio) e partecipa attivamente al dibattito artistico in Toscana durante la Restaurazione, lasciando importanti scritti sulle teorie e sulle tecniche pittoriche. Nel 1819 viene nominato “Conservatore dei monumenti d’arte del Ducato” nell’ambito della “Commissione onoraria per la conservazione dei monumenti di Belle Arti e dell’Incoraggiamento di Arti e Manifatture”, con il compito di redigere l’inventario dei beni conservati in raccolte pubbliche e private, nonché nelle campagne lucchesi. Nel 1820 abbandona l’incarico, pur non cessando di farsi promotore del progetto di una pubblica Pinacoteca, aperte al popolo e avente la duplice funzione di ispirazione per i giovani talenti e di tutela del patrimonio artistico cittadino. Tale iniziativa, approvata dalla Commissione e dalla Duchessa Maria Luisa, viene bloccata a causa dell’ascesa al trono, nel 1824, di Carlo Ludovico di Borbone, che nel 1840 non esita a vendere a Londra il nucleo di base del futuro museo, privando definitivamente la città delle sue proprietà artistiche. Allo stesso tempo si dedica all’archeologia e, parallelamente, porta avanti l’attività pittorica. Nel 1820 esegue un “Tre santi in estasi sulle ali dell’amor divino” quadro a olio per la chiesa di Sant’Antonio a Viareggio, nel 1821 una “Madonna del Rosario” per la Cappella Orsetti nel cimitero di Lucca, nel 1822 un “Ritratto della cantante Brigida Lorenzani”, nel 1825 una “Resurrezione” per il Cimitero di Lucca. Nello stesso anno riceve l’incarico da Carlo Ludovico di realizzare l’Iconostasi per la Cappella di rito greco nella Villa Reale di Marlia. Del 1833 è la “Vergine Assunta in mezzo a un coro di Angeli”, per l’Oratorio delle Monache di San Benedetto di Lucca, e nello stesso periodo inizia a scrivere i "Ragionamenti", letture accademiche e riflessioni che approfondiscono la storia dei restauri delle opere d’arte finanziati dalla Commissione. Autore di numerosi interventi, tra cui quello compiuto nel 1832 sugli affreschi di Amico Aspertini in San Frediano; sulle "Storie della Croce" di Cosimo Rosselli per il lato destro della controfacciata della Cattedrale di S. Martino e sul quadro del Marracci nella controfacciata della chiesa di S. Giusto, entrambi realizzati nel 1834. Personalità poliedrica e dai mille interessi, l’anno seguente si fa promotore di una “Società d’Incoraggiamento d’Arti e Mestieri” allo scopo di incentivare l’artigianato e le arti minori, sempre in quest’ottica nel 1837 fa istituire da Carlo Ludovico le “Scuole tecniche domenicali per il popolo”, per fornire gli allievi di una buona preparazione teorica. Nel 1836 pubblica per la prima volta il discorso “Sull’insegnamento della pittura”, dedicandolo a Tommaso Minardi. Nello stesso periodo riceve la nomina a professore di merito all’Accademia di San Luca a Roma. Nel 1840 riceve dal Duca l’importante incarico di decorare in stile medievale l’abside della basilica di Sant’Alessandro, all’epoca di un intervento di restauro in senso purista, e per realizzare tale commissione, decide di adottare la tecnica dell’encausto. L’opera ottiene un notevole successo, tanto che il Duca gli commissiona alcuni ritratti servendosi della medesima tecnica. Nel 1851 espone a Londra, due anni dopo a New York. Nel 1851 partecipa al concorso per la decorazione della cupola del Battistero di Pisa, ma a seguito di una serie di polemiche, il progetto non verrà mai realizzato. Nel 1846 realizza per la Chiesa di Sant’Andrea di Viareggio una tela a dolio a grandezza naturale raffigurante I sette beati Fondatori dell’ordine dei Servi che ricevono l’abito della Vergine. Nel 1854 riceve dal Granduca Leopoldo l’incarico di decorare l’abside di S. Frediano e viene contatto per eseguire un’ispezione, per conto del Ministero dell’Istruzione Pubblica dell’Impero Austriaco, sull’Ultima cena di Leonardo a Milano, ma l’aggravarsi del suo stato di salute gli impedisce di portare a compimento entrambi i progetti. Muore a Lucca il 1 novembre 1854. La sua tomba, realizzata dallo scultore Augusto Passaglia, è collocata nella chiesa lucchese dei SS. Giovanni e Reparata. Il fondo documentario è conservato presso la Biblioteca Statale di Lucca. Tra i contributi bibliografici a lui dedicati si segnalano in particolare: Bernardetta Nicastro, Due manoscritti inediti di Michele Ridolfi: Sul metodo dell'encausto (BSL, ms. 3664/3); Sulla tintura dei panni (BSL, ms. 3664/5), Lucca, M. Pacini Fazzi, 2005 e Claudia Marchese, Michele Ridolfi e il restauro dei dipinti a Lucca (1819-1854): tesi di dottorato in storia del restauro, Pisa, 2010.
Luoghi di attività
Anno inizioAnno finePeriodo certoCittàNazioneIstituzioniIncontriMaestri
        
18021812LuccaItaliaAtelier di Stefano Tofanelli.
18131818RomaItaliaAccademia di San Luca.Raffaello Giovannetti

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Luoghi di attività
  
Titolo
Madonna col Bambino e i Santi Domenico, Bernardino da Siena, Luigi Gonzaga
Luogo attuale
Lucca, Collezione Fondazione Cassa di Risparmio
Oggetto
dipinto
Soggetto
sacro
Misure
cm 170 x 130
Tecnica
olio su tela
Titolo
Giovani che disegnano gli arazzi di Raffaello
Anno produzione
1818
Luogo attuale
Lunetta della Galleria Chiaramonti, Musei Vaticani, Città del Vaticano, Roma
Oggetto
dipinto
Soggetto
storico
Tecnica
affresco
Titolo
Concilio degli Apostoli
Anno produzione
1830
Luogo attuale
Lucca, Museo Nazionale di Palazzo Mansi
Oggetto
dipinto
Soggetto
sacro
Misure
cm 350 x 545
Tecnica
olio su tela
Titolo
La Vergine col Bambino e i Santi Alessandro e Ludovico
Anno produzione
1840
Luogo attuale
Lucca, calotta dell'abside della Chiesa di Sant'Alessandro
Oggetto
dipinto
Soggetto
sacro
Tecnica
encausto su intonaco
Titolo
Autoritratto
Anno produzione
1842
Luogo attuale
Lucca, Museo Nazionale di Palazzo Mansi
Oggetto
dipinto (allegata foto)
Soggetto
autoritratto
Misure
cm 86 x 70
Tecnica
olio su tela
Titolo
I sette Beati fondatori che ricevono l'abito della Vergine
Anno produzione
1852
Luogo attuale
Viareggio, Chiesa di Sant'Andrea
Oggetto
dipinto
Soggetto
sacro
Misure
cm 210 x 260
Tecnica
pala d'altare ad olio
Titolo
Autoritratto
Anno produzione
1852
Luogo attuale
Firenze, Galleria degli Uffizi, depositi
Oggetto
dipinto
Soggetto
autoritratto
Misure
cm 73,5 x 59
Tecnica
encausto su intonaco applicato su stuoia

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Luoghi di attività
Anno di produzioneTitoloEdizioneLuogo
    
1837Sull'insegnamento della pittura: ragionamentoBertiniLucca
1839Sopra alcuni quadri di Lucca di recente restaurati. Ragionamento terzoBertiniLucca
1843Sopra alcuni monumenti di belle arti restaurati. Ragionamento quartoBertiniLucca
1844Scritti vari riguardanti le belle arti Tip. L. GuidottiLucca
1849Sopra alcuni quadri di Lucca restaurati. Ragionamento quinto BertiniLucca
1879Scritti d'arte e d'antichità di Michele Ridolfi pittore; a cura di Enrico suo figlioLe MonnierFirenze

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Luoghi di attività
AnnoTitoloLuogoCittàNazioneOpere
      
1850Esposizione ToscanaPalazzo Granducale della CrocettaFirenzeItalia
1851Esposizione InternazionaleCrystal PalaceLondraRegno Unito
1853Esposizione InternazionalePadiglione ItalianoNew YorkStati Uniti d'America

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Luoghi di attività
AnnoTitoloAutoreEditoreCittà
     
1840Atti della Reale Accademia Lucchese di scienze, lettere ed arti - Tomo XReale Accademia luccheseTip. BertiniLucca
1921Il pittore Michel Angelo Ridolfi da Gragnano di LuccaAngela DoroniTip.FiordelisoRoma
1945Dizionario illustrato dei pittori, disegnatori e incisori italiani e moderni e contemporanei A. M. ComanducciS. A. GrafitaliaMilano
1996Neo-medicei. Pittori, restauratori e copisti dell'Ottocento in Toscana, pp. 183-184Antonio P. TorresiLiberty HouseFerrara
2010Michele Ridolfi e il restauro dei dipinti a Lucca (1819-1854): tesi di dottorato in storia del restauroClaudia MarcheseUniversità degli StudiPisa

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