Ghiglia Oscar Archivio Storico degli Artisti Lucchesi | Fondazione Ragghianti

Profilo sintetico

Cognome e Nome
Ghiglia Oscar
Nato a
Livorno — il 23/08/1876
Morto a
Firenze — il 24/06/1945
Pittore
Scultore
No
Incisore
No
Decoratore
No
Biografia
Nasce a Livorno il 23 agosto 1876, figlio di Valentino e Amalia Bartolini. Si appassiona precocemente alla pittura e dopo i primi studi compiuti da autodidatta, negli anni Novanta inizia a frequentare gli artisti concittadini Ugo Manaresi e Guglielmo Micheli, nello studio del quale ha modo di conoscere Amedeo Modigliani, Antonio De Witt e Llewelyn Lloyd. Nel 1900 si trasferisce a Firenze, dividendo con Modigliani, al quale è legato da una profonda e sincera amicizia, una camera ammobiliata in via S. Gallo. Nello stesso periodo segue i corsi della Scuola Libera del Nudo, tenuti da Giovanni Fattori, ed entra in contatto, tra gli altri, con Giulio Cesare Vinzio, Umberto Brunelleschi, Giovanni Costetti e Ardengo Soffici, col quale in seguito collabora alla rivista “Il Leonardo”, diretta da Giovanni Papini. In questa fase il suo stile unisce l’eredità della tradizione macchiaiola con echi di derivazione simbolista, sotto l’influenza della pittura di Arnold Böcklin e del coetaneo Costetti. Nel 1901 esordisce in occasione della Biennale veneziana con un “Autoritratto”, dipinto a Livorno nello stesso anno, ottenendo un discreto successo. L’anno successivo partecipa alla mostra della Società Promotrice di Belle Arti di Firenze e si unisce i matrimonio con Isa Morandini. Nel 1903 è presente alla Promotrice fiorentina e alla Biennale con un “Ritratto della moglie” - l’opera viene segnalata per la medaglia d'oro, ma inutilmente. Nel 1905 espone ancora alla Biennale, dove ha modo di conoscere direttamente l'opera dei Nabis e rimane influenzato, in particolare, da quella di Félix Valloton. Nello stesso periodo è invitato a partecipare ad alcune rilevanti manifestazioni artistiche, anche di livello internazionale, come l'Esposizione di Saint Louis del 1904, mentre nel 1906 viene chiamato ad esporre con ben tredici opere alla mostra della Promotrice fiorentina. Nel 1908 Papini gli dedica su “Vita d'arte” un articolo in cui ne esalta l'avvenuta "liberazione pittorica" sull'esempio dei francesi Gauguin e di Cézanne. Nello stesso giro di anni entra in contatto con il critico Ugo Ojetti, per il quale nel 1907 esegue una delle sue opere più celebre, il “Ritratto della moglie di Ojetti”, noto anche come “La signora Ojetti nel roseto”. L’anno successivo realizza “La toilette della signora Ojetti”, una natura morta intitolata anche “Lo specchio”, e il “Ritratto di Ugo Ojetti nello studio”. Nel 1910, in occasione della celebre mostra sugli impressionisti organizzata da Soffici al Lyceum fiorentino per conto de “La Voce”, trova conferma della sua volontà di integrare la tradizione primitiva, rinascimentale, desunta dallo studio dell’opera di Piero della Francesca, con la pittura di"macchia" e l’influenza della moderna arte francese; tale tentativo appare quanto mai evidente in opere dei primi anni Dieci quali “Anfore e zucca”, “La sedia rossa” e “Calle e aranci”. Il 1911 è invece l’anno di stipula con il pittore Gustavo Sforni, uno dei primi italiani a collezionare opere di Degas, Van Gogh e Cézanne, di un contratto, che sarebbe durato tutta la vita, di lire 500 al mese in cambio di un diritto di prelazione sulla sua produzione. Nel 1913 porta a termine una monografia su Fattori, edita dalla casa editrice Self, di proprietà dello Sforni e diretta da Papini. A partire dal 1914 soggiorna per lunghi periodi a Castiglioncello, dedicandosi prevalentemente alla natura morta. A partire dal primo dopoguerra lavora sostanzialmente appartato, pur continuando a ricevere attenzione dalla critica. Ojetti in fatti gli dedica un articolo nel 1920 sulla rivista “Dedalo” e, nel 1921, lo presenta in una collettiva di artisti italiani contemporanei alla Galleria Pesaro di Milano, oltre a favorire l'acquisto di una sua opera, “Il piatto giallo” (1920-21 circa), da parte del Museo d'arte italiana di Lima. Nel 1926 prende parte alla storica Prima Mostra del Novecento Italiano a Milano, esponendo opere quali "Vecchio poncho" (1924) e '"Autoritratto" (1906). Tre anni dopo espone alla Pesaro con i figli Valentino e Paulo, anch'essi pittori. Nel 1935 prende parte alla sua ultima rassegna di rilievo, la II Quadriennale d’Arte Nazionale di Roma, dove presenta un nutrito gruppo di dipinti, pur continuando a operare in una dimensione appartata e intimista. Muore a Firenze il 24 giugno 1945. Tra i contributi a lui dedicati segnaliamo i cataloghi del 1996 Oscar Ghiglia: dal "Leonardo" agli anni di "Novecento" e Oscar Ghiglia: maestro del Novecento italiano, citati in bibliografia, e la voce redatta da Mauro Pratesi per il Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 53, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana Treccani, 2003.
Luoghi di attività
  
Titolo
Donna allo specchio
Oggetto
dipinto
Soggetto
ritratto
Misure
cm 52 x 63
Tecnica
olio su tela
Titolo
Figura e frutta
Luogo attuale
Piacenza, Galleria d'Arte Moderna Ricci Oddi
Oggetto
dipinto
Soggetto
natura morta con figura
Misure
cm 18 x 23,5
Tecnica
olio su tavola
Titolo
La signora Ojetti nel roseto
Anno produzione
1907
Luogo attuale
Collezione privata
Oggetto
dipinto
Soggetto
ritratto
Misure
cm 50,5 x 48,5
Tecnica
olio su tela
Titolo
Autoritratto
Anno produzione
1920
Luogo attuale
Galleria d'Arte Moderna di Palazzo Pitti, Firenze
Oggetto
dipinto
Soggetto
autoritratto
Misure
cm 80 x 60
Tecnica
olio su tela
Titolo
Ritratto di Alaide Banti
Anno produzione
1926
Luogo attuale
Galleria d'Arte Moderna di Palazzo Pitti, Firenze
Oggetto
dipinto
Soggetto
ritratto
Misure
cm 130 x 90
Tecnica
olio su tela

Tabella delle attività dell’artista con anni, luoghi e incontri collegati.

Luoghi di attività
AnnoTitoloLuogoCittàNazioneOpere
      
1901Esposizione Internazionale d'Arte della Città di VeneziaGiardini della BiennaleVeneziaItalia
1903Esposizione Internazionale d'Arte della Città di VeneziaGiardini della BiennaleVeneziaItalia
1904St. Louis World's FairSaint LouisStati Uniti d'America
1905Esposizione Internazionale d'Arte della Città di VeneziaGiardini della BiennaleVeneziaItalia
1926I Mostra del Novecento ItalianoPalazzo della PermanenteMilanoItalia
1935II Quadriennale d'Arte NazionalePalazzo delle EsposizioniRomaItalia

Tabella delle attività dell’artista con anni, luoghi e incontri collegati.

Luoghi di attività
AnnoTitoloAutoreEditoreCittà
     
1985Oscar Ghiglia e il suo tempoPaolo StefaniVallecchiFirenze
2003Dizionario Biografico degli Italiani (vol. 53)Mauro PratesiTreccaniRoma

Tabella delle attività dell’artista con anni, luoghi e incontri collegati.

Luoghi di attività
AnnoTitoloA cura diEditoreCitta
     
1902Società delle Belle Arti (Società BB. AA.), IV, n. 201Firenze
1903Società delle Belle Arti (Società BB. AA.), sala I, 5Firenze
1903Società delle Belle Arti (Società BB. AA.), sala IV, n. 256Firenze
1903Società delle Belle Arti (Società BB. AA.), corridoio, n. 346Firenze
1904Società delle Belle Arti (Società BB. AA.), sala I, n. 3Firenze
1904Società delle Belle Arti (Società BB. AA.), sala I, n. 5Firenze
1974Oscar Ghiglia, 1876-1945: mostra antologica nella ricorrenza del 30° anniversario della sua scomparsaTipografia artistica Grafic OlimpiaMilano
1986Oscar Ghiglia, aristocratica voce del NovecentoVittorio Quercioli e Caterina ZappiaIl TorchioFirenze
1996Oscar Ghiglia: maestro del Novecento italianoAlessandro Marabottini e Vittorio QuercioliFarsettiartePrato
1996Oscar Ghiglia: dal "Leonardo" agli anni di "Novecento"De LucaRoma
2008Oscar Ghiglia: un mosaico di colori e di spaziEmanuela AngiuliM. PagliaiFirenze

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