| Biografia |
Nato a Firenze il 14 maggio 1886, si forma presso l’Istituto di Belle Arti di Lucca sotto la guida di Arnaldo Fazzi. Svolge la professione di insegnante di scultura presso l'Accademia Belle Arti di Ravenna fino al 1958. In questa città scolpisce due notevoli bassorilievi in marmo rappresentanti la Gloria e la Fama ai lati della citazione dantesca “Dall'alto scende virtù che m'aiuta” per la Casa del Mutilato di Guerra. In ambito toscano realizza varie opere a carattere commemorativo, tra cui il monumento funebre dedicato a Ines Rappa per il Cimitero Urbano di Lucca (1922) ed alcune figure femminili piangenti per il Cimitero di S. Felice a Ema presso Firenze (1920). Per quanto concerne l’ambito lucchese, nel 1922 scolpisce le insegne e ceramiche dell’ex Caffè Casali in Piazza S. Michele, all'angolo di Via Beccheria, ed è autore dei Monumenti ai Caduti della frazione di S. Maria a Colle e dell'Acquacalda, quest'ultimo dedicato ai dipendenti dello stabilimento Cucirini Cantoni & Coats morti nel primo conflitto mondiale - entrambi i gruppi furono inaugurati nel 1924 - e della lapide marmorea di Magnano dedicata al medesimo tema (1925). Sue anche le decorazioni pittoriche del Villino Chini in Via del Ghirlandaio a Firenze (le vetrate, con motivi geometrici, sono di mano di Vincenzo Ceccanti). Nel 1921 partecipa al concorso per il Monumento ai Caduti di Viareggio con l’opera “Perché viva la Patria oggi si muore”, selezionata per il giudizio di secondo grado (come è noto, la vittoria spetterà al duo composto da Lorenzo Viani e Domenico Rambelli). Espone a Venezia nel 1907, 1909, 1924, 1934 e 1940; nel 1910 è a Monaco di Baviera; a Roma nel 1908, 1910, 1921; a Firenze nel 1904, 1907, 1912, 1914, 1922 (in occasione della Fiorentina primaverile) e 1931; nel 1936 a Bologna. Una sua opera, “Ragazzo che dorme”, è conservata presso la Galleria d’Arte Moderna di Firenze. Il 21 marzo 1926 viene eletto Accademico Onorario. Muore a Ravenna il 15 gennaio 1960.
Un sintetico profilo biografico a lui dedicato è riportato in Alfonso Panzetta, Nuovo dizionario degli scultori italiani dell'Ottocento e del primo Novecento: da Antonio Canova ad Arturo Martini, Torino, Adarte, 2003.
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