| Biografia |
Nasce a Viareggio nel 1889, figlio di Fedele Muri (il cognome verrà successivamente cambiato in Murri) e di Elisa Cipriani. Porta a termine le scuole elementari e nel 1905 si iscrive al Corso Preparatorio dell'Istituto di Belle Arti di Lucca, ma nello stesso anno è costretto a ritirarsi, in quanto le condizioni economiche della famiglia non gli permettono di proseguire gli studi. È quindi spinto a cercare un impiego, prima come imbianchino, poi come decoratore, ma tutto ciò non gli impedisce di coltivare la propria passione per il disegno e la pittura, che continua a praticare da autodidatta. Nel 1917 ottiene dal Comando Militare l’autorizzazione a dipingere nei pressi della pineta, della spiaggia e del molo di Viareggio. Espone per la prima volta nel 1918 nelle sale del Regio Casino e, nello stesso anno, partecipa alla III Mostra d'Arte Moderna di Forte dei Marmi. L’8 novembre 1919 sposa Andreina Galli, dalla quale ha tre figli: Rolando, Giovanni e Milai. Nel 1921 è a Brescia tra gli espositori de "Gli Amatori dell'Arte". L'anno dopo, a Palazzo Paolina in Viareggio, allestisce una mostra insieme allo scultore Giulio Francesconi. In questa occasione presenta 37 opere di ambienti viareggini, che ricevono gli elogi della critica. Viani le definisce «piene di diligente amore», espressione di un «senso di timore casto di fronte alla natura» (cfr. Lorenzo Viani, Mostra Murri-Francesconi, in “Viareggio, Rivista della Versilia. Settimanale illustrato”, 1-10-1922). Ancora nel 1922 partecipa alla Mostra Regionale d'Arte di Lucca, mentre nel 1923 espone a Firenze, alla Mostra Regionale d'Arte Moderna. Nel maggio 1927 è invitato alla 23° Esposizione Biennale Nazionale dell'Arte del Paesaggio di Bologna. Nel periodo agosto-settembre 1932 torna ad esporre con una personale nella sala Marconi di Viareggio; qui nel 1934 è tra i partecipanti alla Mostra Collettiva Marinara (giugno-agosto), allestita negli spazi della Lega Navale. Il successo dei suoi dipinti induce la stessa Lega Navale a dedicargli un salone fino a tutto settembre. Nel Maggio del 1942 è tra gli espositori della collettiva "Bottega dei Vàgeri" di Viareggio; nel giugno tiene una mostra personale all'Hotel Universo di Lucca. Partecipa ai premi "Cremona" (1940), "Bergamo" (1941) e "Gariboldi" di Viareggio (1942). Nello stesso anno è invitato alla XII Mostra Interprovinciale d'Arte di Palazzo Strozzi a Firenze. Nel 1907 e nel 1922 dona due opere, un quadro rappresentante “la Pineta di Viareggio” e un ritratto a pastello di Giosuè Carducci, al Comune di Viareggio. Qui muore il 19 agosto 1943. Dopo la morte alcune sue opere vengono nuovamente esposte in occasione della Mostra dei Pittori Viareggini degli anni '40, allestita nel maggio 1971 all'"Artemare", in via dei Pescatori. Nel 1993, in occasione del cinquantenario della morte del pittore, viene allestita nelle sale di Palazzo Paolina, col patrocinio del Comune di Viareggio, una mostra antologica di 80 opere. Due suoi paesaggi sono esposti, nel Novembre del 1999, alla mostra collettiva di artisti viareggini "La memoria colorata", ospitata nel salone della Croce Verde di Viareggio, e patrocinata dal Comune, mentre un dipinto del pittore ("Pineta di Ponente" del 1918) è presente alla collettiva "Artisti del '900", promossa nel maggio-giugno 2001 dalla "Associazione Culturale Versilia Unita" nelle sale del Villino Boilleau a Viareggio. Il solo contributo monografico a lui dedicato è il catalogo della mostra antologica tenutasi nel 1993 nella città natale, riportato in bibliografia.
Pittore paesaggista post-macchiaiolo e ritrattista apprezzato, amante del "vero", ebbe notevole fama a livello locale e regionale e indiscusso prestigio sui giovani pittori viareggini dell'epoca, tra cui Renato Santini, di cui fu il riconosciuto primo maestro. Può inoltre essere annoverato, insieme ai colleghi Oreste Paltrinieri e Ruggero Sargentini, tra i massimi iconografi della Viareggio del secolo scorso. Personalità onesta ed appassionata, amante della libertà, nel 1909 è segnalato al Ministero dell'Interno per una sottoscrizione a favore della stampa anarchica e viene definito «militante nel partito socialista, gruppo sindacalista, con tendenze anarchiche» (cfr. lettera N09846 del 24 maggio 1909, a firma del Prefetto di Lucca, in risposta al foglio N08742 dell'8 maggio 1909 del Ministero dell'Interno, Direzione Generale della P. S., Ufficio Riservato, documenti conservati presso l'Archivio di Stato di Roma). Per questo, pur non essendo ritenuto "pericoloso" o "capace d’azione", è posto sotto sorveglianza. Nel 1939 si dichiara che il pittore, che non risulta iscritto al P.N.F., non ha più dato ruolo a rilievi con la sua condotta morale e politica.
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