| Biografia |
Nasce a Lucca il 30 novembre 1879. Frequenta i corsi di Ornato e Figura presso l'Accademia di Belle Arti di Lucca dal 1895 al 1898; l'anno seguente si trasferisce a Firenze per seguire la Scuola Professionale di Arti Decorative e Industriali di Santa Croce, dove è allievo di Giacomo Lolli. Nel capoluogo toscano, animato in quel tempo dall'attività di Giovanni Papini e della sua rivista "Leonardo", frequenta Armando Spadini e Adolfo De Carolis. Nel 1904 lavora assieme a Oreste Bernardini a una decorazione a "graffito" con l'opera "Regni della natura", divisa in pannelli rappresentanti Terra-Aria-Acqua. Nel 1905 dipinge, a fresco, il soffitto e la volta della chiesa di Tofori (Capannori). Nel 1907 un progetto di cappella funeraria segna l'inizio della sua attività di progettista di architetture e già nel 1908 partecipa alla prima Mostra di Arte giovanile di Architettura Pittura Scultura e Decorazione tenutasi nelle serre dell'Orto Botanico di Lucca. Come la critica ha avuto modo di sottolineare, l'artista si ispira generalmente a modelli modernisti, passando da aggettivazioni liberty, o più precisamente secessioniste, a quelle decò nei disegni architettonici, dal divisionismo al Novecento nella pittura. Affianca alla sua attività di architetto, pittore e decoratore, quella di insegnante: nel 1910 vince il concorso per la cattedra di Decorazione e Prospettiva teorica all'Accademia di Belle Arti di Ravenna. Qui realizza il progetto per la Cappella Conti nel locale Cimitero Monumentale e la decorazione della sala ravennate per il padiglione emiliano-romagnolo in occasione dell'Esposizione Etnografica di Roma del 1911. Per la sua città natale esegue varie opere: dal progetto per la decorazione della volta e delle lunette del Palazzo Pretorio di Lucca, purtroppo rimasto su carta, a quello, estremamente articolato, della Cappella di Nostra Signora del Sacro Cuore nella Chiesa di S. Leonardo a Lucca, iniziata nel 1913 e proseguita fino al 1917. Partecipa agli incontri al Caffè Caselli, insieme a Arrigo Benedetti, Arturo Daniele, Oreste Bernardini, Francesco Petroni, Ezio Ricci, Giuseppe Baccelli, ed è tra gli animatori, a cavallo degli anni Dieci del Novecento, dell'associazione Pro Arte Lucensi, associazione nata allo scopo di promuovere l'arte lucchese contemporanea. Nello stesso periodo sono numerosi gli interventi di critica d'arte da lui firmati e pubblicati sulla "Rassegna mensile del Comune di Lucca". In ambito lucchese esegue nuovi interventi nella Chiesa di S. Leonardo, attraverso la costruzione del fonte battesimale (1920), del pulpito (1922) e della facciata (1929). Dal 1929 al 1932 lavora nella Chiesa di Tassignano presso Capannori, costruendo la lanterna della cupola e restaurando l'interno con arredi e decorazioni pittoriche, coadiuvato in quest'ultime da Pietro Bianchi. Partecipa al concorso per le cattedre di pittura decorativa nelle Accademie di Milano e Parma; nel 1922 è nominato titolare dell'insegnamento di Pittura decorativa nell'Istituto Statale d'Arte di Porta Romana a Firenze e di Stilistica nei corsi del Magistero d'Arte. Se la sua attività d'insegnante si conclude, per raggiunti limiti di età, nel 1949, prosegue instancabile quella di pittore, rivolgendosi in particolare su ritratti femminili (della sorella e della nipote) e su paesaggi "al chiaro di luna". Muore a Firenze il 29 maggio del 1966.
Tra i contributi bibliografici di maggior rilievo si segnala il catalogo della mostra tenutasi a Lucca nel 2006: Giuseppe Lunardi: pittore e architetto, a cura di Stefano De Rosa, Firenze, Polistampa, 2006. Le sue carte sono conservate presso l'Archivio di Stato di Lucca.
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