| Biografia |
Nasce a Lucca il 26 giugno 1904. Dopo aver compiuto studi ginnasiali, si iscrive presso il locale Istituto d'Arte A. Passaglia e a partire dal 1924 inizia ad esporre in varie mostre sindacali e nazionali. Ancora giovanissimo, vince nel 1928 il 3° Premio del concorso nazionale di pittura "Ruggero Panerai" di Firenze. Nello stesso anno è presente alla I Mostra Giovanile al Circolo Lucchese con le opere “Momi!”, “Opera prima”, “Ritratto”, “Mele”, “Rose bianche”, “Campagna”, ottenendo recensioni positive da parte della critica. La partecipazione alla mostra dell'anno successivo a Palazzo Ducale conferma tale giudizio; in questa occasione presenta i dipinti “Un atto”, “Ambra”, “Natura morta”. Dal 1930 al 1933 è attivo a Firenze, dove frequenta l'Accademia di Belle Arti e l'ambiente artistico delle "Giubbe Rosse", maturando quella sua formazione nell'ambito artistico del Novecento toscano che mostra di rispondere alle caratteristiche di un temperamento portato alla "forma" e insieme ne sollecita gli interessi culturali. Nel 1934 riceve una menzione d'onore, sempre nel concorso "Panerai"; nel 1935 è invece premiato con la medaglia d'oro "Agostino Setti" per un'opera ispirata ad episodi della I Guerra Mondiale in occasione dei Concorsi Artistici per Opere d'Arte sulla Guerra e sulla Vittoria che si svolsero a Roma, a Palazzo Reale. Nel 1938, in occasione della V Mostra Sindacale d'Arte un suo dipinto, "Ritratto di borghese", viene acquistato dal Comune di Lucca. Ha rivestito l'incarico di fiduciario del Sindacato Provinciale di Belle Arti (documentato dal 1939 al 1942, cfr. ASL, Legato Barsotti, buste 21-23). Nel Dopoguerra la sua arte non è aliena da influssi e scomposizioni di matrice postcubista. Si dedica per oltre vent’anni all’insegnamento del disegno presso il Liceo Scientifico Statale A. Vallisneri di Lucca e tiene il suo studio sulle mura urbane presso il Baluardo S. Donato. Muore nella città natale il 19 marzo 1963. A due anni di distanza gli è dedicata una retrospettiva, insieme a Sauro Pasquini, in occasione della 6° Mostra Nazionale di Pittura e Grafica Città di Lucca. Nel catalogo è pubblicata postuma una dichiarazione di poetica dell'artista, di cui riportiamo alcuni passi: "Sento molto l'architettura, e nella creazione dei miei lavori la composizione lineare (equilibrio e armonia dei profili, equilibrio e armonia delle masse) occupa sempre il primo posto. Ma sono anche preso dalla forma e dal colore che intendo si integrino a vicenda. Amo il colore, ma non posso rinunciare alla forma, a quella forma sana, elastica, tradizionale, italiana, che rende le cose palpabili e sode. […] Conosco e ho studiato l’impressionismo (soprattutto francese) come pure ho studiato e indagato varie tecniche, ma la mia preferenza è sempre andata per i nostri grandi maestri che da Giotto van fino a Caravaggio” (in VI Mostra Nazionale di Pittura e Grafica Città di Lucca: Retrospettive di Sauro Pasquini e Mario Nardi, Lucca, Associazione lucchese arti figurative, 1965).
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