| Biografia |
Nasce a Lucca il 24 aprile 1818, figlio di Matteo e di Beatrice Farina, ed è avviato alla scultura dal nonno materno, il pittore Giovanni. Compie il proprio apprendistato inizialmente presso la bottega dell’orefice Benvenuti, poi dell'incisore P. A. Martini; in seguito si iscrive alla "pubblica scuola di disegno". A partire dal 1835, grazie al successo ottenuto con i suoi primi ritratti, ottiene il favore della famiglia ducale, che gli commissiona un'immagine dell'Immacolata Concezione per il timpano di una porta laterale di Sant'Alessandro; lo stesso duca Carlo Ludovico di Borbone gli offre una borsa di pensionato per studiare nel capoluogo toscano, dove è allievo di Luigi Pampaloni. Nel 1842, all'Accademia di Firenze, i giudici della prima classe gli assegnano un premio d'emulazione. Nel 1845 esegue quattro bassorilievi (oggi conservati nel Museo di Villa Guinigi), probabilmente destinati alla base della statua della Duchessa Maria Luisa di Lorenzo Bartolini in piazza Napoleone. Il 28 maggio 1851 gli viene ufficialmente commissionata la statua del botanico Pier Antonio Micheli, per il loggiato degli Uffizi, che realizzerà soltanto alcuni anni dopo, una volta congedato dal servizio militare. L'opera, che di fatto avrebbe dovuto essere consegnata nel settembre 1853, fu inaugurata solo per la festa di S. Giovanni nel 1856. Riceve diversi incarichi sia per i Borboni di Lucca che per quelli di Parma. Nel 1854 allestisce la tomba di Carlo III, recentemente assassinato, nella cappella ducale presso Viareggio, e sempre nello stesso anno compie un viaggio a Londra, per consegnare alla regina Vittoria, quale dono da parte della duchessa Luisa Maria, un gruppo raffigurante i figli di questa, Roberto e Margherita. In occasione dell'esposizione fiorentina del 1861 espone il busto di Saffo. che è tuttora nel palazzo Pitti e l'Amazzone ferita, che si trova invece al Quirinale. Il 23 aprile 1865 è nominato accademico. Nella sala di Giove della Galleria dello stesso palazzo Pitti è la Vittoria che i comuni toscani donarono a Vittorio Emanuele II, nel settembre del 1867. L'opera, frutto di quattro anni di lavoro, celebra la liberazione della Lombardia dagli Austriaci avvenuta nel 1859. Nel 1867 trasferisce abitazione e studio nel nuovo quartiere urbanistico di Firenze (piazza Savonarola) sviluppato in quegli anni. Del 1870 è il monumento al marchese Antonio Mazzarosa in Santa Maria Forisportam a Lucca; del 1873 la statua di Antonio Rosmini a Rovereto e quasi contemporaneo il sarcofago con figura giacente della contessa Matilde in San Giovanni di Lucca. Tra gli ultimi suoi lavori ricordiamo la statua seduta del naturalista Paolo Savi nel camposanto di Pisa, quella di Eugenio IV nella facciata del Duomo di Firenze e il busto dell'architetto Emilio De Fabris, nell'interno del Duomo stesso. Muore a Firenze il 29 giugno 1887 ed è sepolto solennemente a Lucca. In memoria dello scultore Giuseppe Bezzuoli eseguì un suo ritratto a figura intera e nel 1897 fu inaugurato un suo busto, scolpito da Urbano Lucchesi, sotto la loggia del Palazzo Pretorio a Lucca.
Per la bibliografia cfr. in particolare la voce redatta da Carol Bradley per il Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 28, Istituto dell'Encicopledia Italiana, Roma, 1983.
|
|---|