| Biografia |
Nasce a Marino (Roma) il 9 marzo 1896, da Ernesto, geometra, e da Elvira Onofri, entrambi di origine marchigiana. Nel 1908 si trasferisce a Reggio Calabria, ma a seguito del disastroso terremoto del 28 dicembre, che devastò Messina e Reggio Calabria, la famiglia decide di stabilirsi a Lucca. Qui frequenta, dal 1910 al 1918, il locale Istituto di Belle Arti, seguendo la classe di pittura con Alceste Campriani e di incisione con Umberto Prencipe. Dal 1915 al 1918 prende parte al primo conflitto mondiale, in seguito, nella prima metà degli anni Venti, partecipa alle rassegne dell'Ars Lucensis e ad altre collettive in Toscana. Nel 1919 e 1920 allestisce due personali al Kursaal di Montecatini, nel 1921 espone a Lucca; nel 1925 a Viareggio. In questo periodo la sua produzione consiste in una serie di dipinti ad olio o pastello di piccolo formato e quasi esclusivamente di soggetto mondano. Per un breve periodo aderisce al Tattilismo di Marinetti, realizzando alcune opere frutto l'assemblamento di vari materiali, oggi perdute. Nello stesso periodo diviene amico di Lorenzo Viani ed ha modo di entrare in contatto con la pittura di Carlo Carrà, assiduo frequentatore della Versilia e del Cinquale. Nel 1926-1927 decide di abbandonare Lucca e nel 1929 si stabilisce a Milano con la pittrice Maria Luisa Barsottelli. Dal 1943 al 1945 è a Lucca e in Garfagnana per sfuggire ai bombardamenti. Fa ritorno a Milano nel 1946, dove riprende l'attività artistica e tiene una personale alla Galleria Gavioli. Nel 1950 partecipa alla Biennale di Venezia; negli anni successivi espone alle varie edizioni della Biennale di Brera e a quelle annuali della Società di Belle Arti; nel 1954 e 1955 partecipa al Premio Marzotto, ancora nel 1955 alla Quadriennale di Torino e al "Salon des Indipendents" di Parigi. Numerosi suoi ritratti sono conservati presso la sede della Cassa di Risparmio di Lucca, in Piazza S. Giusto. Nel 1952-53 realizza alcune sculture utilizzando il perspex (polimetilmetacrilato). Nello stesso periodo inizia ad allontanarsi progressivamente dal figurativo per rivolgersi, nel corso degli anni Settanta, verso una pittura astratta. Muore a Milano il 17 luglio 1988.
Tra i contributi bibliografici si segnala il catalogo della mostra retrospettiva a cura di Ernesto Borelli, Renato Bontempi (1896-1988): il colore della pittura, Lucca, S. Marco Litotipo, 1996.
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