| Biografia |
Nasce nel 1883 a Lucca, in località Cappella. Ancora giovanissimo, si iscrive al locale Istituto di Belle Arti, dove stringe amicizia con il pittore viareggino Lorenzo Viani. Nel 1903 è premiato con la medaglia di bronzo in occasione del Primo Corso Speciale di Pittura; l'anno successivo viene invece licenziato al terzo anno del Corso Speciale di Scultura. Trascorre un periodo a Berlino, dove per vivere svolge la professione di stuccatore. Di ritorno a Lucca partecipa, insieme ai colleghi Francesco Petroni, Alfredo Angeloni e Arnaldo Fazzi, al concorso nazionale per la decorazione scultorea del nuovo Ponte Vittorio Emanuele a Roma, ed espone alle mostre organizzate dalla "Pro Arte Lucensi". Nel 1912 espone una testa in terracotta e alcuni bassorilievi a San Pellegrino in provincia di Bergamo ("L'Esare", a. XXVI, 10/08/1912, p. 368). Nel corso degli anni Venti insegna al Regio Istituto di Belle Arti "A. Passaglia", dove è aiuto capo d'arte nella sezione di plastica decorativa del collega Fausto Mancini. Esegue numerose opere per il Cimitero Urbano di Lucca e di Viareggio, tra cui degno di nota è il complesso scultoreo in bronzo per la Cappella della famiglia Del Papa, (1929) e vari monumenti ai Caduti della Prima Guerra Mondiale, tra cui quelli di Capannori (1922, in seguito distrutto), di Sesto di Moriano (ancora nel 1922), di Bientina, di Mutigliano, del Piaggione e di San Gimignano (tutti e quattro inaugurati nel 1924); resta invece dubbia la paternità per quelli di Minucciano e Gramolazzo (entrambi inaugurati nel 1929), attribuiti ad uno scultore Baccelli (non sappiamo se Alfredo o Giuseppe). Nel 1908 esegue il ritratto di un giovane avvocato lucchese ("L'Esare", a. XXIII, n. 254, 04/11/1908), mentre nel 1910 riceve l'incarico, insieme al collega Alberto Cheli, per uno stemma da collocare al centro dei due archi maggiori del nuovo sottopasso, ossia l'attuale Porta S. Anna ("L'Esare", a. XXV, n. 5, 08/01/1910). Nel 1912 espone alla Società delle Belle Arti di Firenze un apostolo in bronzo (cfr. Alfonso Panzetta, Dizionario degli scultori italiani dell'Ottocento e del primo Novecento: da Antonio Canova ad Arturo Martini, Torino, Adarte, 2003). Tra le altre opere a lui attribuite ricordiamo un busto di falciatore per Villa Varraud a Bagni di Lucca, il busto di Gian Domenico Mansi nella piazzetta antistante la Biblioteca Statale di Lucca e una maschera di Arnaldo Mussolini [cfr. M. Marangoni, Beppe di Zaccheo (Lo scultore Giuseppe Baccelli), in "Il Popolo Toscano", 13-03-1932]. Ha svolto il ruolo di membro della giuria in vari concorsi per monumenti, tra cui quello ai Caduti di Pietrasanta, vinto da Abele Iacopi. Agilissimo quanto rapido modellatore, unisce alle robuste qualità plastiche un certo gusto pittorico, come risulta evidente dai suoi bassorilievi. La sua è un'arte serena, scevra dalle mode. Nell'ultima parte della sua vita, viste le precarie condizioni di salute, decide di interrompere l'attività artistica e di trasferirsi a Viareggio, dove muore il 19 dicembre 1932. L'anno successivo, su iniziativa de "L'Artiglio", organo della Federazione Fascista di Lucchesia, gli viene dedicata una retrospettiva presso la Sala della Federazione Commercianti, in Via V. Veneto, inaugurata da un discorso commemorativo di Lorenzo Viani. Nelle sue memorie giovanili Carlo Ludovico Ragghianti lo ricorda come «un impressionista che [...] avesse come altri servito come aiuto nello studio di Rodin» (in "Alfredo Meschi: opere dal 1924 al 1979", Lucca, Nuova Grafica Lucchese, 1979, p. 7).
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