| Biografia |
Nato ad Altopascio nel 1881, all'età di dodici anni emigra con la famiglia in Argentina, a Buenos Aires, dove compie studi artistici presso la Vieja Sociedad Estìmulo de Bellas Artes. Nel 1901 fa ritorno in Italia e frequenta per un anno la Libera Scuola del Nudo presso l'Accademia fiorentina, diretta da Giovanni Fattori e Adolfo De Carolis. Qui entra in contatto con il clima simbolista e idealista caratterizzante l'ambiente fiorentino che ruota intorno alle riviste Il Leonardo ed Hermes, e stringe amicizia con Lorenzo Viani ed Emilio Mantelli. Le sue prime realizzazioni sono bozzetti a tempera raffiguranti marine e scene di villeggiatura. Nel 1905 soggiorna a Roma, dove segue un corso presso l'Accademia ed ha modo di conoscere le opere di Duilio Cambellotti, la cui pittura liberty di ispirazione socialista sembra esercitare su di lui una significativa influenza. Nel 1909 sposa la barghigiana Amalia Salvi e si trasferisce nel paese d'origine della moglie. Si avvicina alla xilografia e nel 1914 figura tra gli artisti secessionisti de L'Eroica, coloro che appoggiano la linea del direttore Cozzani, fautore di una tecnica basata netti contrasti di bianco e nero, in opposizione all'interpretazione forbita ed estetizzante di De Carolis, e realizza incisioni caratterizzate da un linguaggio grafico e sintetico. Qui ritrova Mantelli e Viani (con cui condivide gli orientamenti politici e l'attenzione nei confronti dei poveri e degli emarginati) e stringe amicizia con Alberto Magri, la cui poetica basata sulla sintesi formale, sull'arcaismo e sul primitivismo segnano profondamente il suo percorso artistico. Nel 1912 è di nuovo in Argentina, dove si trattiene fino al 1915, anno in cui fa ritorno in Italia. Nel periodo bellico si trasferisce a Sampierdarena, dove lavora come operaio in una fabbrica di artiglierie, in seguito è assegnato all'ospedale militare di Lucca, dove rimane fino alla fine della guerra. Nel 1921 parte nuovamente per l'America del Sud, dove rimane per due anni. Nel 1923 si stabilisce definitivamente nel piccolo borgo di Sommocolonia (Barga). Qui ha inizio un periodo di intensa attività artistica in cui affianca all'attività incisoria e pittorica quella di scultore in legno, imboccando la strada, segnata in Toscana soprattutto da Ardengo Soffici, di un popolare "ritorno all'ordine". Nel 1927 partecipa alla Mostra degli Amatori e Cultori di Belle Arti di Roma, alla Bottega d'Arte di Livorno, alla Mostra degli Xilografi toscani, all'Esposizione Internazionale di Belle Arti della città di Fiume. Nel 1929 organizza, insieme a Magri e Cordati, la seconda mostra d'arte barghigiana. Nello stesso periodo partecipa, senza entusiasmo, alle varie sindacali in Italia e all'estero. Nel 1928 è premiato a concorso Coppedè organizzato dalla Regia Accademia delle Arti del Disegno di Firenze; nel 1930 è presente alla Biennale di Venezia. Due anni dopo presenta le sue incisioni a Buenos Aires, alla Exposiciòn de Xilografia Italiana, e alla Bottega d'Arte di Livorno. Nel 1933 espone a Bruxelles, a Kosice e ottiene un diploma d'onore alla Mostra di Xilografia di Varsavia. Nel 1941 gli viene assegnata la cattedra di decorazione, incisione e plastica all'Istituto Magistrale di Barga. Nel 1942 espone a Viareggio alla Bottega dei Vàgeri; l'anno successivo tiene una personale a Lucca, presso la Galleria Permanente d'Arte. Sul finire degli anni Quaranta rallenta progressivamente l'attività espositiva. Muore a Barga il 15 novembre 1957.
Tra i contributi bibliografici segnaliamo il volume Adolfo Balduini nel Novecento toscano, a cura di Nadia Marchioni, Pisa, ETS, 2006.
|
|---|