| Biografia |
Nasce a Livorno l’8 marzo 1869 da genitori di origine senese. Si forma a Lucca presso il Regio Istituto di Belle Arti a partire dal 1882, sotto la guida di Michele Marcucci, titolare della cattedra di disegno, e di Luigi Norfini, direttore dell’Istituto. Conclude gli studi nell'anno scolastico 1886-1887, ottenendo diversi premi nella classe di disegno, e gli viene concessa una borsa di pensionato artistico dal Comune di Livorno che gli consente di frequentare, a Firenze, la Libera Accademia del Nudo, dove a partire dal 1892 è allievo di Giovanni Fattori. Entra nella cerchia dei giovani pittori livornesi raccolti intorno a Silvestro Lega (tra i compagni di studio figurano Angiolo Tommasi, Ferruccio Pagni e Giorgio Kienerk) e, a Firenze, frequenta le riunioni alla Trattoria Volturno di Via San Gallo che, secondo la testimonianza di Signorini, decora con paesaggi, ritratti e figure di animali dipinti sulle pareti. Esordisce nel 1889 alla Promotrice fiorentina con uno "Studio dal vero". In questo periodo la sua pittura approda a soluzioni divisioniste per poi volgersi, nel giro di breve tempo, verso una pittura di sapore impressionista. Dal 1891 inizia a frequentare Torre del Lago, su suggerimento dell’amico Ferruccio Pagni, dove si stabilisce definitivamente nel 1893, e stringe una sincera e duratura amicizia con Giacomo Puccini e i pittori del Club della Bohème. Dal 1894 partecipa con regolarità a varie esposizioni nazionali, a Firenze, Torino, Milano, Bologna e Genova, con opere ispirate al suggestivo paesaggio lacustre. Nel 1893 collabora con Pagni alla realizzazione della Prima Mostra d’Arte Moderna di Viareggio e presta la sua opera anche nella casa del marchese Ginori alla Piaggetta (1900-1901) e a Villa Orlando a Torre del Lago (in collaborazione con Guglielmo Micheli), eseguendo affreschi e dipinti in cui il repertorio naturalistico si mescola con motivi floreali di ascendenza liberty. Nel 1904, alla partenza di Pagni per l’Argentina, si trasferisce a Viareggio in un capanno-studio sulla riva del mare. Qui realizza molte opere ispirate alla vita e al paesaggio della nota località balneare e frequenta Viani, Chini e Levy. Partecipa attivamente alla vita artistica viareggina e fu tra gli animatori dei cenacoli culturali Gianni Schicchi e l’Accademia degli Zeteti, entrando in contatto, tra gli altri, con gli intellettuali Erico Pea e Elpidio Jenco. Negli anni Dieci si dedica principalmente al pastello e all'incisione (acquaforte, xilografia, litografia). Muore a Bagno a Ripoli il 16 luglio 1924.
Tra i contributi bibliografici di maggiore rilevanza si segnala il catalogo Francesco Fanelli: trasparenze solari, a cura di Giovanna Bacci di Capaci, Marco Palamidessi, Umberto Sereni, Lucca, Maria Pacini Fazzi, 2012.
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