Digerini Antonio Archivio Storico degli Artisti Lucchesi | Fondazione Ragghianti

Profilo sintetico

Cognome e Nome
Digerini Antonio
Nato a
Pietrasanta (Lucca) — il 28/07/1803
Morto a
Pietrasanta (Lucca) — il 02/02/1889
Pittore
Scultore
No
Incisore
No
Decoratore
No
Biografia
Nasce il 28 luglio 1803 nella villa paterna del “Castello di Vallecchia” a Pietrasanta, figlio di Niccola e di Anna Tomei Albiani. Come si avvince dal suo necrologio, «attese ai primi studi nel Collegio di Lucca e fino dalla giovinezza mostrò non comune tendenza alla coltura delle arti belle». A Lucca è allievo di Pietro Nocchi e di Michele Ridolfi; in seguito si trasferisce a Pisa dove frequenta i poeti Giuseppe Giusti e Antonio Guadagnoli, per poi iscriversi all’Accademia di Belle Arti di Firenze, sotto la guida di Giuseppe Bezzuoli. La prima opera di cui si abbia notizia è “La cucina di Palazzo Mozzi”, eseguita a Firenze nel 1825; dell’anno successivo è un piccolo saggio di studio raffigurante il profilo della Vergine. Nello stesso periodo stringe amicizia con il collega modenese Adeodato Malatesta, e nel 1829 realizza la sua opera più celebre, la “Veduta della piazza di Pietrasanta dalla Rocchetta”, di proprietà comunale. Nel 1830 esegue, in collaborazione con Francesco Boggi e Antonio Marini, alcune illustrazioni per le “poesie giocose” di Antonio Guadagnoli e realizza una tavola per l’opera di Giorgio Gallesio la “Pomona italiana”, catalogo illustrato delle varietà frutticole nazionali. Nel 1830 è presente a Roma, dove segue i corsi di pittura e frequenta il conterraneo Vincenzo Santini, e tramite questi entra in contatto con Pietro Tenerani. Nel 1832 esegue un ritratto ad olio di Papa Gregorio XVI, per il quale riceve la croce di S. Silvestro e una tela per l’altare di S. Ginese della chiesa di Santa Maria a Levigliani. Sua è la tela della Vergine con bambino che visita S. Rocco per la chiesa di San Carlo a Capezzano a Monte. Di ritorno nella città natale, a partire dal 1833 decide di dedicarsi, presso l’abitazione paterna, all'insegnamento gratuito del disegno e della pittura. Esegue varie opere, attualmente perdute o sconosciute. Nel 1835 realizza un’Ultima cena, sempre per la Chiesa di Levigliani. Nella Gazzetta di Firenze del 25 giugno 1835 si legge: «Il Sig. Antonio Digerini di Pietrasanta ha prodotto due quadri con i quali si è distinto. Il primo rappresenta il proprio Ritratto nell'atto di dipingere. Il secondo è un quadro di genere che oltre la bizzarria del soggetto esprime un laboratorio chimico, ove tutti i ceti delle persone, ed affette da varii mali, e fino i gobbi, e gli stroppi, corrono a prendere il Le Roy, che sana tutti, riunisce un effetto di luce, e di prospettiva non ordinario, e dà le più belle speranze di questo giovine per tale stile. L'invenzione, e l'esecuzione di questo Quadro ha incontrato talmente, che già i litografi ne formano un oggetto di speculazione». Nel 1841 è documentato come socio d’onore della Reale Accademia Pontificia di Bologna, di cui in seguito diviene professore. È nominato membro della Commissione Consultiva per la Conservazione dei Monumenti ed Oggetti di Belle Arti. È in contatto con personalità illustri della cultura del periodo, locale e non, come Enrico Ridolfi, Antonio Ciseri, Carlo Markò senior. Il suo nome è legato alla fondazione, in data 25 giugno 1842, insieme allo cultore e storico Vincenzo Santini, dell'Istituto Stagio Stagi di Pietrasanta, allora denominato Scuola delle Belle Arti. Qui tiene il corso di pittura, disegno ornato, figura, paesaggio e dal 1845 anche di prospettiva. Sempre nel 1845 partecipa all’Esposizione di Belle Arti di Pietrasanta, l’anno successivo realizza un autoritratto. Nel 1847 esegue un dipinto che rappresenta la veduta del Monte Altissimo con Michelangelo intento a scegliere i propri marmi. Nel 1856 si ritira dall’insegnamento per dedicarsi principalmente alla pulitura e al restauro di dipinti. Dirige la copia della Madonna del Sole per il Duomo di Pietrasanta. Alla metà degli anni Settanta è costretto ad abbandonare la pittura a causa delle precarie condizioni di salute. Nel 1880 è chiamato a far parte della giuria per l’assegnazione dei premi alla Scuola di Belle Arti. Muore a Pietrasanta il 2 febbraio 1889. Per una biografia dell'artista cfr. Andrea Tenerini, Il pittore Antonio Digerini di Pietrasanta, in A vantaggio dell'arte e degli studi: Vincenzo Santini e la cultura storico-artistica nella Versilia dell'Ottocento, a cura di Cinzia Nepi e Andrea Tenerini, Pietrasanta, Monte Altissimo, 2007.
Luoghi di attività
Anno inizioAnno finePeriodo certoCittàNazioneIstituzioniIncontriMaestri
        
00NoLuccaItaliaAccademia di Belle Arti.Michele Ridolfi

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Luoghi di attività
Anno inizioAnno finePeriodo certoCittàNazioneLuogoTipologiaIncontri
        
183318421Pietrasanta (Lucca)Italiacasa paternainsegnamento a titolo gratuito
184218561Pietrasanta (Lucca)ItaliaIstituto di Belle Arti Stagio Stagiinsegnamento

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Luoghi di attività
  
Titolo
La cucina di Palazzo Mozzi
Anno produzione
1825
Luogo attuale
Roma, Museo Mario Praz
Oggetto
dipinto
Soggetto
interno domestico
Tecnica
olio su tela
Titolo
Veduta della Piazza di Pietrasanta dalla Rocchetta
Anno produzione
1829
Luogo attuale
Collezione Comune di Pietrasanta
Oggetto
dipinto
Soggetto
paesaggio, veduta di esterno
Misure
cm 48,5 x 41
Tecnica
olio su tela

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Luoghi di attività
AnnoTitoloAutoreEditoreCittà
     
1889[Alla] onorata memoria del Cav. Antonio Digerini il 30 giorno dalla sua morte: 4 marzo 1889 Tip. BenedettiCamaiore
1977I 130 anni dello Stagio Stagi: vita dell'Istituto statale d'arte di Pietrasanta dal 1842 al 1973Giuseppe Flora, Emilio PaoliIstituto d'Arte Stagio StagiPietrasanta (Lucca)
1998Lettere all'artista: testimonianze d'arte nell'Ottocento dall'epistolario di Adeodato MalatestaLuciano RiviBiblioteca civica d'arte PolettiModena

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Luoghi di attività
AnnoTitoloA cura diEditoreCitta
     
2007A vantaggio dell'arte e degli studi: Vincenzo santini e la cultura storico-artistica nella Versilia dell'Ottocento Cinzia Nepi e Andrea TeneriniMonte altissimoPietrasanta (Lucca)

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Giornale
DataTitoloAutoreTitolo Articolo
    
1835-06-25Gazzetta di FirenzeArticolo Comunicato

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