| Biografia |
Nasce a Pisa il 1 gennaio 1884 da Zaira Cortesi e da Andrea, usciere giudiziario del Giudice Conciliatore. Terminati gli studi tecnici, frequenta lo studio del pittore pisano Amedeo Lori. Le fonti lo ricordano iscritto all'Istituto di Belle Arti di Lucca, ma nei registri il suo nome non compare. Intorno al 1902 stringe amicizia con Moses Levy e Lorenzo Viani, grazie ai quali entra in contatto con i pittori del Club della Bohème di Torre del Lago. La sua prima attività, fatta di illustrazioni, disegni, dipinti, si differenzia nettamente dal clima postmacchiaiolo per il suo rivolgersi al simbolismo italiano. A partire dal 1905, e per almeno un decennio, si dedica prevalentemente all'attività scultorea (sono del 1905-7 le due versioni del “Centaurino”, tra le sue opere più celebri). Nel 1909 espone il pastello “Il giardino del re” alla VIII Biennale di Venezia. Nello stesso periodo Viani, con cui condivide l'impegno per un'arte libertaria, antiaccademica, di protesta e sul quale non mancherà di esercitare la propria influenza in direzione divisionista-simbolista, lo presenta a Ceccardo Roccatagliata Ceccardi, coinvolgendolo attivamente nella vita politica locale. Allo scoppio della guerra viene arruolato nel Reggimento dei Bersaglieri e al termine del conflitto si mette a commerciare quadri con l’amico Umberto Vittorini. Nel 1920 è in Sardegna, accompagnando l'avvocato Luigi Salvatori in un giro di propaganda socialista, e ne riporta idee di composizioni di nature morte, paesaggi, marine e immagini di genere. Nel 1921 partecipa alla prima Biennale Romana. Fa parte, nel 1931, della Commissione Giudicatrice per il Concorso della Mostra d’Arte di Pisa. Nel corso degli anni Trenta trascorre gran parte del tempo al Caffè Pietromani, in compagnia di artisti e letterati. Nel 1946 partecipa alla Mostra di Pitture e Sculture Contemporanee alla Galleria d’Arte dell’Associazione Nazionale degli Artisti di Firenze. Muore il 2 novembre 1949 a Pisa. L’anno successivo il Comune gli dedica una vasta retrospettiva al Teatro Verdi.
Per una ricostruzione esaustiva della figura dell'artista si segnala il volume a cura di Alessandro Tosi, Visioni e capricci del Novecento: Spartaco Carlini (1884-1949), Firenze, Edifir, 2002.
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