Nomellini Plinio Archivio Storico degli Artisti Lucchesi | Fondazione Ragghianti

Profilo sintetico

Cognome e Nome
Nomellini Plinio
Nato a
Livorno — il 06/08/1866
Morto a
Firenze — il 08/08/1943
Pittore
Scultore
No
Incisore
No
Decoratore
No
Biografia
Nacque a Livorno il 6 agosto 1866, da Coriolano, funzionario di dogana, e da Cesira Menocci. Tra il 1872 e il 1874 visse con la famiglia a Cagliari, per poi tornare nel 1875 nella città natale, dove fece studi tecnici. Grazie all'intervento di Natale Betti, suo maestro alla Scuola Comunale di disegno figurativo di Livorno (frequentata, tra gli altri, da Ferruccio Pagni e Guglielmo Micheli), alla metà degli anni Ottanta ottenne una borsa di studio per seguire i corsi dell’Istituto di Belle Arti di Firenze. Fu allievo e amico di Giovanni Fattori, che lo mise in contatto con i principali esponenti del gruppo macchiaiolo, tra cui Silvestro Lega e Telemaco Signorini, che avevano l'abitudine di ritrovarsi presso la Trattoria del Volturno in via San Gallo. Qui strinse amicizia con Giuseppe Pellizza da Volpedo, suo compagno di studi in Accademia. Nel 1886 esordì all'Esposizione della Società delle Belle Arti di Firenze, alla quale inviò opere con continuità fino agli inizi del Novecento. Nel 1888 vi espose "Il Fieno", dipinto che dette il via ad un primo progressivo superamento della pittura di macchia e che fu lodato da Signorini. Grazie anche alla segnalazione di quest'ultimo, nello stesso anno l'opera fu portata alla Esposizione Universale di Parigi. Con ogni probabilità nel 1889 cominciò a soggiornare a Genova, dove si stabilì l’anno successivo. Tale cambiamento di orizzonti segnò il passaggio da una pittura modellata sull'esempio fattoriano ad un linguaggio di matrice impressionista, che sarà da preludio alla svolta divisionista del 1891. All'Esposizione di Firenze del 1889 presentò "Sciopero", il primo dipinto espressamente dedicato ad una tematica di carattere politico-sociale. A partire dal 1890 cominciò ad esporre nelle mostre della Società Promotrice di Belle Arti di Genova, e, più sporadicamente, in quelle della Promotrice di Torino. Il distacco dall'esperienza macchiaiola fu sancito definitivamente quando, in occasione dell'Esposizione della Società delle Belle Arti di Firenze che si tenne tra 1890 e 1891, presentò opere ispirate al postimpressionismo francese, che furono criticate dallo stesso Fattori. Nel 1891 partecipò alla Prima Triennale di Milano, dove espose la tela "Piazza Caricamento a Genova", che fu acquistata da Piero Mascagni. Nel 1894 fu arrestato con l’accusa d’aver partecipato alle attività sovversive di un gruppo anarchico genovese. Per alcuni mesi venne imprigionato nel carcere di S. Andrea, dove disegnò molto e realizzò alcune incisioni. Durante il processo fu strenuamente sostenuto da Diego Martelli, che organizzò una sottoscrizione, in denaro e dipinti, alla quale aderirono molti pittori residenti a Firenze e che servì a garantire all'artista la difesa legale. Ottenuta la scarcerazione, riprese l'attività espositiva e divenne uno degli animatori del Gruppo di Albaro. Il 6 maggio 1899 sposò a Genova Griselda Ciucci, e poco dopo fece il suo esordio alla III Biennale Internazionale d’Arte di Venezia, esponendo "Sinfonia della luna", polittico di sapore simbolista che fu acquistato per la Galleria d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro. Agli esordi del XX secolo la pittura di Nomellini si avvicinò ancor più al simbolismo e si fece sempre più disponibile a rimandi con il mondo letterario, in virtù dell’amicizia e collaborazione con Giovanni Pascoli, conosciuto nel 1903, e dei contatti con Giacomo Puccini e con Pietro Mascagni. Illustrò in numerose occasioni testi e poesie di amici scrittori, primo fra questi il Pascoli, ma anche Ceccardo Roccatagliata Ceccardi, pubblicando le proprie immagini su riviste quali "La Riviera Ligure" o, più tardi, sul "Secolo XX". Dal 1898 ebbero inizio i primi soggiorni a Torre del Lago, dove nel 1902 si trasferì definitivamente. Qui iniziò a frequentare Puccini (nel 1900 aveva decorato il salotto studio della sua Villa) e i pittori del Club della Bohème, non mancando di esercitare una significativa influenza sugli artisti locali. Nel 1905 espose alla VI edizione della Biennale di Venezia, partecipando alla decorazione della sala toscana, per la quale realizzò una sovrapporta e nella quale espose ben otto dipinti. Nel 1907, alla VII Biennale, progettò con Galileo Chini la doppia sala intitolata "L’arte del sogno", che raccolse artisti come Maurice Denis e Franz Von Stuck. Nomellini vi espose quattro opere, tra le quali la grande tela celebrativa dedicata a Garibaldi. Tra 1907 e 1908 lasciò Torre del Lago per stabilirsi a Viareggio, alla Fossa all'Abate. La sua casa divenne un importante luogo di incontro tra artisti e intellettuali (fra questi D’Annunzio, Grazia Deledda, Lorenzo Viani). Nel 1908 a Livorno tenne un’orazione funebre, acclamata con entusiasmo dalla popolazione cittadina, in onore del maestro Fattori. Nei primi anni Dieci continuò a lavorare nel campo dell’illustrazione (fra l’altro per "I poemi del Risorgimento" di Pascoli) e a esporre ripetutamente nelle più importanti rassegne. Partecipò a tutte le Biennali d’anteguerra e fu presente alle quattro edizioni della Secessione di Roma che si tennero dal 1913 al 1916 (nel 1913 espose anche "Fiera di Camaiore", oggi alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma). Nel 1919 si trasferì a Firenze, abbandonando la Versilia. Nel capoluogo toscano tenne subito un’importante esposizione personale, ricca di ben 80 dipinti, nelle sale della galleria Mario Galli. In occasione della XII Biennale di Venezia del 1920 gli fu assegnata una sala personale, dove espose oltre 40 dipinti, soprattutto immagini di natura o scene di carattere storico-patriottico. Nel corso degli anni Venti, alla rappresentazione della natura affiancò immagini di carattere politico: l’artista livornese aderì precocemente e con entusiasmo al fascismo, celebrandolo a più riprese in maniera esplicita. In questo periodo espose in varie mostre personali: nel 1923 alle gallerie Merlini e Gazzini di Firenze, nel dicembre 1924 alla prestigiosa Galleria Pesaro di Milano e nel 1928 a Bottega d’arte di Livorno. Negli anni Trenta la sua visibilità crebbe ulteriormente, grazie anche alle personali tenute alla Galleria di Palazzo Ferroni di Firenze nel 1933, alla Galleria d’arte di Genova nel 1934, e, soprattutto, alle innumerevoli rassegne e mostre collettive a cui non mancò di prendere parte. Espose a tutte le edizioni della Biennale di Venezia che si tennero dalla fine della prima guerra mondiale fino al 1942. Espose anche alla I Quadriennale d’arte nazionale di Roma nel 1931, così come alla III e alla IV edizione (tenutesi rispettivamente nel 1939 e nel 1943). Collaborò con il Gruppo Labronico, di cui divenne presidente nel 1928. Dopo la morte della moglie, avventa nel 1936, rallentò l'attività espositiva, pur continuando a dipingere molto. Morì a Firenze l’8 agosto 1943. Per un approfondimento sul rapporto tra Nomellini e la Versilia cfr. Plinio Nomellini: la Versilia, a cura di Gianfranco Bruno, Eleonora Barbara Nomellini, Umberto Sereni, Milano, Electa Firenze, 1989 e il catalogo a cura di Rossana Bossaglia, Fra il Tirreno e le Apuane: arte e cultura tra Otto e Novecento, Firenze, Artificio, 1990. Data la vasta attività espositiva, nella sezione dedicata alle mostre della presente scheda si è scelto di riportare unicamente le rassegne di ambito lucchese.
Luoghi di attività
Anno inizioAnno finePeriodo certoCittàNazioneLuogoTipologiaIncontri
        
190219071Torre del LagoItaliaFrancesco Fanelli
Ferruccio Pagni
Angiolo Tommasi
Lodovico Tommasi
Lorenzo Viani
190819191ViareggioItaliaMoses Levy

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Luoghi di attività
  
Titolo
In pineta
Luogo attuale
Collezione privata
Oggetto
dipinto
Soggetto
paesaggio
Misure
cm 85 x 85
Tecnica
olio su tela
Titolo
Tramonto a Torre del Lago
Luogo attuale
Collezione privata
Oggetto
dipinto
Soggetto
paesaggio
Misure
cm 78 x 78
Tecnica
olio su tela
Titolo
Meriggio infuocato
Luogo attuale
Genova, Camera di Commercio
Oggetto
dipinto
Soggetto
paesaggio
Misure
cm 105 x 105
Tecnica
olio su tela
Titolo
Autunno in Versilia (o la vendemmia)
Luogo attuale
Galleria d'Arte Moderna di Ca' Pesaro, Venezia
Oggetto
dipinto
Soggetto
di genere
Misure
cm 197 x 197
Tecnica
olio su tela
Titolo
Ritratto di Lorenzo Viani
Anno produzione
1902
Luogo attuale
Firenze, Galleria d'Arte Moderna di Palazzo Pitti
Oggetto
dipinto
Soggetto
ritratto
Misure
cm 61 x 48
Tecnica
olio su tela
Titolo
Prime letture
Anno produzione
1906
Luogo attuale
Milano, Galleria Civica d'Arte Moderna
Oggetto
quadro
Soggetto
composizione con figure
Misure
cm 167 x 167
Tecnica
olio su tela

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Luoghi di attività
AnnoTitoloLuogoCittàNazioneOpere
      
1911Esposizione a cura della "Pro Arte Lucensi"Bagni di LuccaItalia
1931Mostra degli Artisti ToscaniKursaalViareggioItalia
1939Mostra personaleHotel UniversoLuccaItalia
1942Mostra di artisti dell''800 e '900Hotel UniversoLuccaItalia
1942Mostra d'arte a beneficio delle Forze ArmateTeatro all'aperto "G. Puccini"ViareggioItalia
1966Macchiaioli ed altri maestriGalleria La NavicellaViareggioItalia
1978Arte a Lucca 1900-1945Palazzo MansiLuccaItalia

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Luoghi di attività
AnnoTitoloAutoreEditoreCittà
     
2008Plinio Nomellini: il colore, la natura, il mitoEleonora Barbara NomelliniM. PagliaiFirenze
2013Plinio Nomellini, in Dizionario Biografico degli ItalianiMattia PattiIstituto della Enciclopedia ItalianaRoma

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Luoghi di attività
AnnoTitoloA cura diEditoreCitta
     
1966Mostra di Plinio Nomellini, con saggio introduttivo di Carlo L. RagghiantiRaffaele Monti e Giacinto NudiStabilimento Tipografico C. MoriFirenze
1985Plinio Nomellini, cat. della mostra, Genova, Palazzo dell'Accademia, marzo-aprile 1985Gianfranco BrunoStringaGenova
1989Plinio Nomellini: la VersiliaGianfranco Bruno, Eleonora Barbara Nomellini, Umberto SereniElecta FirenzeMilano
1990Fra il Tirreno e le Apuane: arte e cultura tra Otto e NovecentoRossana BossagliaArtificioFirenze
1998I pittori del lago: la cultura artistica intorno a Giacomo PucciniAndrea Conti e Giovanna Bacci di CapaciBandecchi & Vivaldi Pontedera
1999Alla ricerca dell'Eden: il paesaggio della Versilia nella pittura italiana fra Otto e Novecento Gianfranco Bruno, Enrico Dei e Costantino PaolicchiPaciniPisa

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