| Biografia |
Nasce il 14 settembre 1888 da Raffaele e Concetta Micotti a Pieve Fosciana, piccolo comune della Garfagnana, ma nel 1889 la famiglia si trasferisce definitivamente a Lucca. Nel 1906, ottenuta la licenza triennale presso il locale Istituto d'Arte, si iscrive al corso speciale di scultura, dove è allievo, insieme al cugino Guido, del Prof. Arnaldo Fazzi. Nel 1909, una volta terminati gli studi, sceglie di perfezionarsi presso lo studio del celebre scultore Francesco Petroni. Tra le prime realizzazioni ricordiamo il tondo bronzeo a rilievo con il ritratto di Ermellina Cantoni per il cimitero di Borgo a Mozzano. Nel 1911 partecipa alla mostra a cura della Pro Arte Lucensi nel Casino Reale di Ponte a Serraglio (Bagni di Lucca) con un Busto di P. B. Shelley. L’anno successivo realizza una targa bronzea per la facciata dell’Antica Farmacia Betti di Bagni di Lucca. Partecipa al primo conflitto mondiale in qualità di conducente di autoambulanza. Nel Dopoguerra, allo scopo di assicurarsi una stabilità economica, presenta la propria candidatura come disegnatore tecnico presso le Ferrovie, ma senza successo. Nel frattempo stabilisce la propria abitazione in Via Fillungo e affitta un locale presso il baluardo di S. Salvatore, che funge da studio. Nel 1923 ottiene l’incarico per il Monumento ai Caduti di Ponte a Serraglio, che porta a termine nello stesso anno, e per quello di Pieve Fosciana (inaugurato nel 1932). Parallelamente realizza alcuni rilievi per il Monumento ai Caduti di Carraia e di Pieve di Monti di Villa, frazione Bagni di Lucca. Partecipa nel 1925 al concorso per la realizzazione del Monumento ai Caduti di Lucca, che sarà invece vinto da Alfredo Angeloni. È presente nel 1927 all’Esposizione Annuale di Belle Arti a Palazzo Pitti. Nel 1928 scolpisce un medaglione marmoreo in onore di Luigi Boccherini per il Cimitero di Lucca e partecipa alla Prima Mostra Giovanile di Pittura e Scultura al Circolo Lucchese. Alla fine stesso anno realizza il bronzo "Laurette", tra le sue opere più riuscite. Il 19 marzo 1929 chiede l’iscrizione al Sindacato fascista Belle Arti di Lucca. Nel 1932 sposa Adalgisa Panconi, da cui avrà due figli gemelli, Giorgio e Lio, ed espone sei bozzetti in terracotta a Casa d'Arte a Livorno. Sempre in quel giro di anni, realizza il ritratto del poeta Virgilio per la colonia italiana di Rosario, in Argentina ritratto del poeta Virgilio (1930), vari bozzetti in terracotta e bronzo, particolarmente apprezzati dal pubblico e dalla critica, ed alcune opere per il cimitero urbano di Lucca (cfr. Lencioni), tra cui la stele dei coniugi Celso Fogli e Angela Vignati, il medaglione per la tomba dell'Avv. Francesco Bianchi (1938), la Deposizione per la tomba di Alfredo Celandroni (1940), il monumento a Mario Guelfi e il ritratto dello scultore Eugenio Bianchi. Nel 1935 esegue il busto in gesso del Generale Antonino Cascino. Nel 1941 è assunto in qualità di disegnatore tecnico presso lo stabilimento Piaggio di Pontedera. Muore a Lucca il 30 novembre del 1947.
Tra i contributi bibliografici segnaliamo il prezioso saggio di Antonello Nave, Notizie sullo scultore Alberto Cheli, in "Rivista di Archeologia Storia Costume", a. XLII , nn. 1-4, a. 2014, pp. 123-152.
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