| Biografia |
Nasce a Lucca il 21 giugno 1885. È allievo di Alceste Campriani presso il locale Istituto di Belle Arti, dove si diploma nel 1905. Esordisce l’anno successivo a Trieste, in occasione di un concorso internazionale, con un "Ritratto di donna". A partire dal 1908 è tra gli animatori dell'associazione "Pro Arte Lucensi", insieme a Francesco Petroni, Giuseppe Lunardi, Arturo Daniele, Arturo Chelini, Umberto Sorbi e Giulio Pellegrini. È attivo anche nell'ambito della cartellonistica pubblicitaria - nel 1910 ottiene la vittoria nel concorso nazionale per la "reclame" dell'azienda Borsalino ("L'Esare", a. XXV, n. 5, 1910, p. 336) - e della decorazione murale: nel 1911 affresca il soffitto della cappella del Seminario Arcivescovile ("L'Esare", 08/11/1911), nel 1923 esegue la decorazione della Galleria del piano nobile della Villa del Barone Carlo Fasciotti a S. Pancrazio (Lucca), nel 1931 quella del soffitto della nuova sala pubblica della Cassa di Risparmio. In ambito funerario, nel 1930 realizza il disegno delle vetrate della cappella Bertolli nel Cimitero urbano di Lucca, opera dello scultore Mario Carlesi. Nel corso degli anni Dieci e Venti collabora inoltre con il mobilificio Spicciani, per il quale realizza le decorazioni degli interni di casa Calderai in Corso Italia a Roma, della Casa del Littorio di Pescia, della casa di Benedetto Benedetti a Viareggio. Esegue una serie di mosaici per la chiesa di Santa Maria Forisportam e le vetrate per la chiesa di S. Francesco, con "San Martino che dona il mantello al povero". Nel 1912 ottiene la cattedra di Disegno presso l’Istituto Magistrale di Rovigo e dal 1916 al 1923 è nominato professore di decorazione ed incaricato dell’insegnamento di pittura presso l'Accademia di Belle Arti di Perugia. Alla direzione della stessa Accademia preferisce l’incarico di professore di ornato all’Istituto di Belle Arti di Lucca, dove nel 1929 è nominato titolare della cattedra di pittura e direttore dell'Istituto, carica che manterrà fino al 1961. Pittore nel solco della tradizione, i suoi lavori (paesaggi, nature morte, ritratti) sono eseguiti con accurata e sensibile visione del vero. Soggetto privilegiato della sua opera è la città natale, rappresentata con toni lirici, intimisti, dall’alto del suo studio presso il castello di Santa Maria sopra le mura urbane. In una recensione alla personale lucchese del 1941 leggiamo: «[...] il Ricci è pittore sgargiante - che sente il colore e lo riporta con intelligenza trasformativa - ed è pittore corretto. Nei ritratti si nota attenzione rigida e nelle nature morte compostezza eccellente». Per quanto concerne l'ambito espositivo, ha allestito alcune personali a Lucca (nel 1920, 1925, 1941, 1960, 1963 e 1968) ed ha partecipato alle maggiori competizioni d'arte toscane, ad una Quadriennale Torinese, alla Permanente di Milano ed alla Mostra Amatori e Cultori di Roma. Nel 1941 dona un suo dipinto, "Ritratto della nonna", al Museo Civico, mentre nel 1943 l'opera "L'orcio bianco" è acquistata alla prima Mostra d'Arte Toscana a Düsseldorf. Muore a Lucca il 29 giugno 1969.
All’interno della bibliografia relativa al pittore, peraltro piuttosto esigua, si segnala il catalogo della mostra tenutasi a Lucca, al Palazzo della Fondazione Banca del Monte, dal 17 dicembre 2011 al 15 gennaio 2012, a cura di Filippo Bacci di Capaci, di seguito citato.
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