| Biografia |
Nasce a Lucca il 9 dicembre 1877. Si forma inizialmente presso il locale Istituto di Belle Arti; in seguito frequenta la Scuola Professionale di Firenze. Le sue eccellenti doti gli permettono di essere notato e inviato a perfezionarsi a Venezia, dove segue il corso libero di pittura e si avvicina con successo alla moda dei cosiddetti "lunatici”. Tra i suoi maestri ricordiamo Michele Marcucci, Luigi Nono e Alceste Campriani, di cui diviene allievo prediletto. Ottiene l'abilitazione all'insegnamento e da quel momento, malgrado la partecipazione a mostre e rassegne, trascorre la gran parte della sua vita nella città natale e nel 1912 ottiene la nomina a professore di disegno alla Scuola Tecnica Commerciale "Domenico Chelini". A cavallo degli anni Dieci del Novecento, è tra gli animatori delle mostre organizzate dalla "Pro Arte Lucensi", associazione nata per promuovere e valorizzare l'arte lucchese contemporanea, e frequenta la Libera Scuola serale del Nudo presso l'Istituto di Belle Arti, insieme ai colleghi Amedeo Cenami, Ezio Ricci, Ferruccio Chelini, Mario Lippi, Arturo Daniele. Nelle sue opere adotta tecniche diverse, spesso sapientemente mescolate: matita, pastello, acquerello e china. Abile e fecondo paesaggista, realizza vari dipinti, di tono crepuscolare, alcuni dei quali sono conservati presso il Museo Nazionale di Palazzo Mansi. Sua la decorazione del coro della chiesa parrocchiale dedicata a San Martino a Limano, presso Bagni di Lucca, realizzata nel 1908-1912 «con gusto fine, con una genialità moderna che però ricorda il puro bello dei classici più rinomati nell'epoca del Risorgimento» ("L'Esare", a. XXVI, 03/08/1912, p. 356). Nel 1941 gli affreschi delle navate, deterioratisi per il tempo e le infiltrazioni d’acqua, furono ridipinti da Pellegrino Lamberti. Ancora nel 1908 espone una pergamena "di stile moderno" presso il negozio Martini in Via Nazionale ("L'Esare", a. XXII, n. 28, 1908); e di diversi palazzi lucchesi. Nel corso degli anni Trenta tiene una rubrica sul quotidiano "Il Telegrafo", dedicata alle bellezze monumentali della città di Lucca (cfr. ASL, Legato Barsotti, busta 16). Qui muore il 4 gennaio 1942, donando dieci opere del maestro Campriani al locale Museo Civico.
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